Il Progetto individuale

Una volta verificata la possibilità di procedere con un nuovo inserimento, viene definito il Progetto Riabilitativo Individualizzato (PRI), in cui sono riportati la diagnosi, la valutazione, gli obiettivi.
Il P.R.I. predisposto dal medico specialista viene realizzato tramite un programma riabilitativo individualizzato in cui sono riportati gli specifici interventi ed i tempi del trattamento. Il progetto viene presentato alla famiglia che, se lo accetta, sottoscrive il “Consenso informato ai trattamenti”. In tale occasione sono inoltre definiti i tempi ed i modi dell’inserimento.
La famiglia deve presentare il PRI al proprio medico curante cui richiede una seconda impegnativa con la seguente dicitura: “si richiede la presa in carico del paziente in regime diurno continuo individuale secondo le modalità definite nel PRI allegato”
Il progetto è attuato da un’equipe in cui sono presenti un coordinatore pedagogico, educatori professionali, operatori socio sanitari, un tecnico motorio, una logopedista, un terapista espressivo.

Gli interventi sono finalizzati a generare un generale miglioramento nella qualità di vita dei ragazzi in carico intendendo con ciò i progressi dell’autonomia sociale e personale, della presa di coscienza di sé, del proprio corpo e delle proprie emozioni e pertanto si propongono di favorire lo sviluppo delle capacità cognitive, comunicative, relazionali e affettive.

Le giornate sono scandite da molteplici attività di carattere cognitivo, motorio, espressivo, ludico, ricreativo che si svolgono sia all’interno sia all’esterno del servizio.

Programma della giornata:
10,30: arrivo, accoglienza e coordinamento con i servizi esterni
12,00: interventi riabilitativi ed educativi
13,00: pranzo
14,00: interventi riabilitativi ed educativi
17,00: preparazione all’uscita

Ciascun ragazzo viene seguito da un educatore referente, che quotidianamente si relaziona con i famigliari. Durante l’anno sono anche previsti incontri regolari tra la famiglia, il neuropsichiatria infantile e l’educatore di riferimento.

Anche i servizi sociali e sanitari del territorio (UONPIA, Servizi Sociali, Nuclei Distrettuali Disabili) ed i servizi educativi (scuola, associazioni,…) sono costantemente informati e coinvolti nel percorso riabilitativo attraverso incontri di rete.